Un’altra grande firma è salita sul palco dello spazio cultura allestito nel Village dei “30^ Palermo Ladies Open” di Viale dell’Olimpo. Dopo Gaetano Savatteri, la coppia Filippo La Mantia -Chiara Maci e Stefania Auci, oggi è stata la scrittrice ed architetto palermitana Agata Bazzi a presentare il suo primo romanzo: “La luce è là”, edito da Mondadori.

Nel libro la Bazzi ricostruisce le vicende di Albert Ahrens, bisnonno della stessa scrittrice. Nato in Germania, Ahrens nel 1875 arriva, come giovane di belle speranze, nel capoluogo siciliano, dove riesce a creare in pochi anni un vero e proprio impero economico. Con la moglie Johanna mette al mondo otto figli, che crescono in una grande villa (tuttora esistente, oggi sede della DIA) alla periferia della città.

Le vicende familiari si intrecciano, con grande tecnica, a quelle storiche: la Belle Époque, il terremoto di Messina, la Prima Guerra Mondiale, l’avvento del fascismo, fino alle leggi razziali che costringono Albert Ahrens a fare i conti con la propria identità ebraica.

La genesi del romanzo è stata del tutto casuale – ha detto la Bazzi – un giorno con mia cugina abbiamo deciso di mettere insieme i ricordi della nostra famiglia e da lì è nato il progetto del romanzo. A marzo 2016 è arrivata la prima stesura, poi ne sono seguite altre quattro o cinque. Mia sorella e mia cugina mi hanno aiutato moltissimo nel ricostruire le vicende narrate nel romanzo, ho cercato di ascoltare tutti coloro che potessero effettivamente avere ricordi concreti“.

L’architetto palermitano dedica, infine, un pensiero alla sua città: “Palermo è una grande città e come tutte le metropoli per alcuni versi sta bene e per altri sta male: non è in condizioni drammatiche ma nemmeno ideali. Sono contenta che la città, comunque, abbia creato una rinnovata immagine verso il mercato estero. Moltissimi turisti hanno preso d’assalto la città e questo è un bene“.

E’ possibile ascoltare l’intervista integrale nella Sezione Media/Video.

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